Integrato l’elenco delle attività per l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese riservata alle imprese culturali e ricreative

Il Decreto Direttoriale del 6.03.2026 pubblicato sul sito istituzionale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (M.I.M.I.T.) Decreto direttoriale 6 marzo 2026 – Accordi per l’innovazione. Graduatorie, amplia l’elenco delle attività ammesse per l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle imprese culturali e creative (I.C.C.) previste dell’art. 25 L. 206/2023, ivi comprese le Imprese Sociali e gli Enti del Terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale iscritti nel registro delle imprese e che svolgano (oggetto sociale esclusivo o prevalente) le seguenti attività culturali e ricreative: ideazione, creazione, produzione, sviluppo, diffusione, promozione, conservazione, ricerca, valorizzazione e gestione di beni, attività e prodotti culturali.

L’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese dedicata alle imprese culturali e creative è aperta anche alle seguenti attività:

  • Settore Digitale e Gaming: Inserimento di attività legate allo sviluppo di software con finalità esplicitamente culturali, realtà virtuale/aumentata per la valorizzazione del patrimonio e produzione di videogame a contenuto artistico.
  • Artigianato Artistico: Estensione a categorie di “alto artigianato” che prima faticavano a rientrare nella sezione speciale, riconoscendo il valore creativo della manifattura tipica italiana.
  • Design e Architettura: Una più precisa classificazione delle attività di design (moda, industriale, grafico) che ora godono di un riconoscimento più fluido se collegate alla filiera culturale.

L’aggiornamento dell’elenco amplia le imprese che possono accedere a vantaggi riservati alle I.C.C. come:

  • crediti d’imposta specifici previsti dalla Legge 206/2023.
  • agevolazioni nei bandi pubblici riservati alle ICC.
  • semplificazioni burocratiche nel rapporto con la Pubblica Amministrazione per l’uso di spazi culturali.

Le imprese già iscritte secondo le disposizioni del precedente decreto direttoriale 27 ottobre 2025 – oggi sostituito dal Decreto direttoriale 6 marzo 2026 – non sono cancellate d’ufficio ma sono tenute a verificare se la nuova classificazione delle attività ammesse richieda un aggiornamento della posizione.

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