La Corte costituzionale, con sentenza n. 86 del 26 giugno 2025, ha esteso alle associazioni non riconosciute la sospensione della prescrizione delle azioni di responsabilità contro gli amministratori, già prevista per le associazioni riconosciute, dichiarando l’illegittimità dell’art. 2941, c. 1, n. 7) c.c.
La Corte ha rilevato l’irragionevolezza della disparità di trattamento, poiché le difficoltà nel far valere la responsabilità degli amministratori permangono in egual misura anche per gli enti privi di personalità giuridica.
Anzi, a differenza delle società di persone, che pure beneficiano della sospensione, gli associati non dispongono di poteri di controllo effettivi durante la gestione . Rilevante il rinvio dell’art. 18 c.c. alla disciplina del mandato (art. 1713 c.c.), che rende evidente come la piena cognizione dell’operato degli amministratori si acquisisca solo a fine incarico.
La decisione rafforza la tutela degli enti e mira a ridurre il rischio che condotte scorrette restino impunite solo per ragioni formali legate al riconoscimento della personalità giuridica delle associazioni.